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Dopo la nomina

Cosa può fare l’amministratore di sostegno una volta nominato:

Il decreto di nomina dell'amministratore di sostegno è l’atto che regola l’incarico e i poteri dell’amministratore di sostegno a seconda delle necessità del beneficiario e quindi prevederà che cosa l’amministratore può fare e come.

Gli atti che maggiormente incidono sulla vita o sul patrimonio del beneficiario inoltre sono soggetti all’autorizzazione del giudice tutelare.

L’interessato conserva comunque la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l’assistenza dell’amministratore di sostegno e in ogni caso può compiere gli atti necessari per la sua vita quotidiana.

Il decreto deve contenere l'indicazione:

  1. dei dati della persona beneficiaria e dell'amministratore di sostegno;
  2. della durata dell'incarico, che può essere anche a tempo indeterminato;
  3. dell'oggetto dell'incarico e degli atti che l'amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario;
  4. degli atti che il beneficiario può compiere solo con l'assistenza dell'amministratore di sostegno;
  5. dei limiti, anche periodici, delle spese che l'amministratore di sostegno può sostenere con utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità;
  6. della periodicità con cui l'amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l'attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.

L’ammiinistratore di sostegno deve periodicamente rendicontare la Giudice tutelare il proprio operato

Quanto costa l’amministratore di sostegno:

L’incarico di amministratore di sostegno è svolto a titolo gratuito. Tuttavia il Giudice Tutelare può riconoscere il rimborso delle spese e, in taluni casi, un equo indennizzo stabilito in relazione al tipo di attività prestata. L’equo indennizzo di solito è posto a carico del patrimonio del beneficiario.

Il ricorso può essere presentato anche senza l’ausilio di un avvocato. Il ricorrente dovrà pagare le spese vive per le copie autentiche del ricorso, nonchè una marca per l’iscrizione a ruolo del ricorso.

Le immagini di questa campagna sono gentilmente concesse dalle associazioni Sostegno e Zucchero e Dar voce di Reggio Emilia nell’ambito di un progetto finanziato dal Fondo dell’Osservatorio Nazionale per il Volontariato Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ex legge 266/1991).